Scendendo il Clivo capitolino si raggiunge il Grande Arco Di Settimio Severo, uno dei pochi archi di trionfo pervenutici pressocchè intatti. Simbolo e manifesto di vittoria, l'arco, decorato con rilievi raffiguranti i momenti salienti della guerra, celebrava le eroiche gesta del conquistatore e ribadiva la grandezza della città, capitale dell'impero
Settimio Severo, abile guerriero, viene qui condotto in trionfo per aver annientato i Parti nel 288 d. C. Raggiungendo l'arco abbiamo lasciato alle nostre spalle i resti del Tempio di Saturno, costruito nel V sec. a. C., dove veniva custodito l'Erario – il tesoro del popolo romano. Il piccolo cono in malta ai piedi del tempio è quanto rimane del Miliarum Aureum, la colonna fatta porre da Cesare Augusto a indicare l'inizio ideale di tutte le strade che uscivano da Roma, quello che oggi chiameremmo il chilometro zero.
Ai piedi dell'arco, infine, il monumento coperto da tettoia è l'Umbilicus Urbis, il centro di Roma, il pozzo nel quale secondo la tradizione furono mescolate le terre dei villaggi che concorsero alla nascita della città.