L'Arco di Settimio Severo è posto a cavallo della più importante delle strade romane, la Via Sacra. Lungo questa strada, che attraversava il Foro Romano, si svolgevano le più importanti cerimonie sacre e politiche, incluso il trionfo, certamente la più suggestiva di queste. Superato l'Arco si apre la zona politica del foro. Oltrepassando il Lapis Niger, probabile recinto sacro dedicato a Romolo la cui pavimentazione, mantenutasi nei secoli diversa da quella del resto del Foro, cela un ambiente sotterraneo , si giunge al comizio.
Tale area, destinata in epoca arcaica alle assemblee politiche e giudiziarie, venne drasticamente ridotta nelle dimensioni per fare spazio al foro di Giulio Cesare. Poco oltre è la Curia. L'attuale edificio è databile al III secolo dopo Cristo, epoca in cui Diocleziano volle ricostruire la Curia Julia, posta da Giulio Cesare in sostituzione della più antica, distrutta per realizzare il proprio foro. La Curia ci è pervenuta quasi intatta perché nel VII secolo fu trasformata nella chiesa di Sant'Alessandro.
Sono ancora evidenti le tracce degli affreschi che decoravano le nicchie interne e le sepolture ricavate nella muratura esterna.
L'edifico costruito secondo i rapporti di altezza, larghezza e profondità fissati da Vitruvio per ottenere un'acustica perfetta, si presenta internamente come una grande aula rettangolare.
Lungo i lati maggiori corrono tre larghi scalini sui quali sedevano circa trecento senatori, mentre sul podio, al centro della parete di fondo, sedeva il capo del senato. Il pavimento fu ricostruito all'epoca di Diocleziano utilizzando i marmi originali.