Il Palatino era la collina più idonea ad un insediamento umano. Vicina al Tevere, ma non adiacente, controllava l'unico guado possibile quello a valle dell'Isola Tiberina.
La leggenda narra di un antichissimo insediamento di greci dell'Arcadia di Evandro, nascondendo, forse, una frequentazione di marinai e commercianti greci nel sottostante Foro Boario.
E ancora la leggenda vuole su questa collina la casa di Romolo: una capanna situata nell'angolo sud ovest– quello verso il fiume - dove scavi recenti hanno effettivamente riportato alla luce resti di capanne.
A questa collina sono legati i riti e le feste più antiche, come ad esempio i Lupercalia, il rito legato alla fertilità e alla leggenda della Lupa all'origine di Roma.
Sacerdoti vestiti con pelli caprine partendo dal santuario collocato ai piedi della collina facevano il giro del colle frustrando chi gli capitava a tiro, in particolare le donne. Fino a tutta l'epoca imperiale la cerimonia del Trionfo vedrà il carro del trionfatore partire dall'Ara Massima di Ercole, ai piedi del Palatino, percorrere il Circo Massimo, per poi costeggiare la collina del Palatino e quindi dirigersi attraverso il Foro Romano, al Campidoglio.
In epoca repubblicana il Palatino divenne il quartiere residenziale della classe dirigente; resti di case, appartenenti a quest'epoca, sono stati scoperti sotto i palazzi imperiali.
Augusto, che era nato sul Palatino, decise di abitarvi scegliendo il luogo più vicino alla casa di Romolo.
Dopo di lui sorgeranno qui i Palazzi di Tiberio, di Nerone e dei Flavi e di Settimio Severo.
Alla fine dell'età imperiale la collina era un unico immenso edificio, così che il nome Palatium passò ad indicare il palazzo per eccellenza, quello dell'imperatore e successivamente diventò un nome comune diffuso in tutte le lingue europee.