Negli ultimi anni del I secolo d.C. la zona sud orientale del colle Palatino, assiste alla costruzione del vasto quartiere dei palazzi domizianei con i complessi dello "Stadio di Domiziano", della "Domus Flavia" e della "Domus Augustana".
L'arena, voluta proprio dall'imperatore Domiziano nell'86 d.C. per ospitare i giochi atletici greci che insieme a quelli musicali ed equestri facevano parte del "certamen capitolinum" in onore di Giove, poteva ospitare fino a 30000 spettatori sviluppandosi per una lunghezza di 275 metri ed una larghezza di circa 106.
Come documentato da alcune testimonianze numismatiche, l'area destinata ai giochi non prevedeva una spina centrale e la planimetria dell'impianto non venne cambiata nemmeno dopo i restauri svolti sotto l'impero di Alessandro Severo.
Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l'aspetto dello stadio di Domiziano doveva veramente essere grandioso con una facciata in travertino caratterizzata da arcate su pilastri e semicolonne ioniche, uno sviluppo di sezioni interne in laterizio con scale e corridoi per raggiungere gli spalti, due ingressi all'arena nel centro dei lati lunghi ed un altro sul lato curvo ed una ricca e vasta decorazione scultorea.
Oggi l'area anticamente occupata dallo stadio di Domiziano è occupata da Piazza Navona che ne ricalca esattamente il perimetro tanto da vantare in pratica le stesse dimensioni e lo stesso lato curvo verso settentrione; oltre a ciò nelle fondamenta di alcuni edifici, così come nei sotterranei della chiesa di Sant'Agnese in Agone, è tuttora possibile vedere le preesistenti strutture romane.
Bibliografia
Roma di Filippo Coarelli edito da Guide archeologiche Laterza.