La basilica di Santa Sabina, splendida chiesa paleocristiana, fu eretta nel quinto secolo sulla casa della matrona romana convertita al cristianesimo. I lavori furono ultimati durante il pontificato di Sisto III. Nel 1222 Onorio III, papa della famiglia Savelli che sull'Aventino aveva fissato la residenza pontificia, assegnò la così detta Rocca Savella a San Domenico
La porta centrale conserva gli splendidi battenti originali in legno della basilica. L'interno, alterato dai profondi restauri del tardo Cinquecento e del primo Seicento, è distribuito su tre navate, nel rispetto delle proporzioni classiche delle basiliche paleocristiane e per la prima volta le colonne sorreggono archi anziché trabeazioni.
Non rimane nulla della decorazione a mosaico che arricchiva l'abside alla quale sono stati sostituiti affreschi di Taddeo Zuccari. In fondo alla navata centrale è la colonna presso la quale san Domenico si raccoglieva in preghiera e il peso di bilancia che la sormonta, sarebbe quello lanciato contro il santo dal diavolo che fallendo il bersaglio colpì la lastra marmorea della Schola Cantorum, provocandone la rottura.
In realtà la lastra fu spezzata da mano umana, ed esattamente quella di Domenico Fontana durante i lavori di riadattamento della chiesa.