L'anfiteatro prende nome da ‘Castrum', antico modo di chiamare le residenze imperiali. La costruzione della Villa imperiale iniziata da Settimio Severo fu ultimata da Elagabalo.
Fu lui, amante di giochi circensi e di combattimenti gladiatori, a dotare il complesso oltre che di terme anche di un circo e di un anfiteatro molto simile al Colosseo. L'edificio, riservato all'imperatore ed ai suoi ospiti, era di pianta ellittica, interamente in laterizio.
La parete esterna si elevava su tre ordini di archi, sull'ultimo dei quali erano disposte le mensole di sostegno per le travi del Velarium. Come accadde con molti altri monumenti, Aureliano lo incluse nella sua cinta muraria, adattandolo alla funzione difensiva.