Porta Maggiore era in realtà un monumentale arco d'ingresso, fatto costruire dall'imperatore Claudio per farvi passare le condutture del suo acquedotto. Sotto l'arco, posto in una delle più alte zone della città, dove anche altri acquedotti avevano i loro castelli di distribuzione, passavano due importanti strade: la Prenestina e la Labicana.
Durante la costruzione della cinta muraria Aureliano volle includerlo in essa e riadattarlo a Porta. Fu chiamata Porta Maggiore per indicare ai pellegrini la strada che conduceva a Santa Maria Maggiore. Sul lato esterno alle mura è situato un particolare monumento funebre di epoca repubblicana.
Il manufatto riproduce un forno. Sul fregio sono rappresentati sacchi di farina, la lavorazione e la vendita del pane. Esso fu il sepolcro del fornaio Eurisace e di sua moglie Atinia, riportato alla luce alla fine dell'Ottocento.