Santo Stefano Rotondo risale all'anno 468. La ritmica armonia interna creata dalle tre navate anulari concentriche, le colonne di marmo pregiato e l' insolita forma circolare, caratteri tipici dell'architettura romana, avevano indotto a credere che si trattasse di un edificio pagano adattato al culto cristiano.
Un intervento del 1450 comportò la tamponatura della navata esterna e le pareti, alla fine del Cinquecento, vennero affrescate con 34 scene di martirio: un vero e proprio minuzioso elenco di tutte le possibili torture. Il martirologio, aveva fini educativi ed era destinato alla preparazione psicologica dei gesuiti che, sotto falso nome, si sarebbero recati nei Paesi protestanti per riconvertirne le popolazioni e che se fossero stati scoperti avrebbero subito terribili torture.