San Pietro in Montorio fu costruita su una delle alture del Gianicolo chiamata Monte d'Oro per i colore della terra. Secondo una tarda tradizione, ormai decisamente rifiutata, in questo luogo sarebbe stato crocifisso l'apostolo. Nel 1480 i re di Spagna, proprietari della zona, diedero avvio alla costruzione della chiesa sui resti di un monastero risalente al IX secolo.
Il famoso Tempietto del Bramante fu anch'esso ordinato dai re di Spagna in adempimento di un voto espresso alla nascita del loro primogenito. Il grande architetto adottò per questo edificio la pianta centrale facendo chiaro riferimento ai ‘martiria' e ai templi pagani dedicati ai personaggi mitologici forti ed eroici.
Rientrava nella citazione classica l'uso delle colonne doriche ritenute da Vitruvio, teorico dell'architettura romana, lo stile più adatto a celebrare la figura dell'eroe.
Nel disegno originale, il gioco di linee curve del piccolo tempio doveva essere completato da un chiostro a pianta rotonda, mentre attualmente la costruzione è collocata in un cortile quadrato appartenente all'annesso convento francescano.
Il tempietto è uno dei pochi edifici bramanteschi rimasto intatto e dimostra fino a che punto il grande architetto avesse assimilato le idee e i canoni dell'architettura classica senza però cedere all'imitazione.
Da tutto l'insieme spira un senso di straordinaria perfetta armonia come da qualsiasi tempio classico.
Fontanone Gianicolo. La fontana dell'acqua Paola fu realizzata agli inizi del Seicento, come mostra terminale dell'acquedotto di Traiano, rimesso in funzione da Paolo V, dopo oltre mille anni. Decorata con colonne provenienti dall'antica basilica di San Pietro, la fontana raccoglieva l'acqua in cinque vasche che furono successivamente ridotte ad una sola, di maggiori dimensioni.