L'intera area di Via Veneto a Roma, resa celebre come il fulcro mondano della capitale del periodo della "dolce vita" dal cinema di Fellini, fu disegnata intorno al 1889 ed intitolata Vittorio Veneto.
Il tracciato che parte da Porta Pinciana e termina in piazza Barberini, attraversa l'antica proprietà della famiglia Ludovisi, ed è segnato dalla presenza di numerosi alberghi e caffè che sono ancor'oggi, come negli anni '60, palcoscenico privilegiato per i soggiorni romani delle celebrità italiane e straniere.
Su Via Veneto, inoltre, si affacciano l'ambasciata degli Stati Uniti d'America ospitata presso il Palazzo Margherita, progettato dall'architetto Gaetano Koch tra il 1886 e il 1890 e la chiesa di Santa Maria della Concezione, nota anche ai romani con l'appellativo "i Cappuccini", costruita intorno al 1624 dal cardinale Antonio Barberini, sull'area della preesistente chiesa di Sant'Antonio da Padova. Malgrado sia una vera e propria galleria d'arte con opere di Guido Reni, Domenichino, Pietro da Cortona e Caravaggio, deve la propria notorietà al famoso Cimitero, nel quale cinque cripte sono state interamente decorate con le ossa di 4000 frati cappuccini defunti nei vari secoli.