La sistemazione moderna di Piazza Barberini ha completamente cancellato lo slargo campestre che costituiva il cortile privato del palazzo-villa della nobile famiglia. Dalle alture circostanti vi confluivano i viottoli che attraversavano le vigne e gli orti di questa campagna in città, la cui appartenenza nobiliare era segnata dall'arcone che sulla destra – poco oltre il cinema - fungeva da ingresso al perduto teatro.
Resta al centro della piazza l'inconfondibile firma di Gian Lorenzo Bernini: la Fontana del Tritone che l'artista ideò nel 1643 a conclusione del complesso di edifici dei Barberini.
Con questa fontana, dove spiccano gli stemmi araldici del famoso Papa Urbano VIII, Bernini esordì nel campo nel quale avrebbe dato prove di grande talento e originalità, quello delle fontane, nella cui architettura seppe inserire un elemento vivo e mobile come l'acqua.
Fino alla fine del '700, davanti a questa fontana venivano esposti i cadaveri degli sconosciuti e un banditore invitava la popolazione a riconoscere le salme.