Il complesso di San Michele nacque alla fine del Seicento su iniziativa di Monsignor Odescalchi, nipote di papa Innocenzo XII. Con Bolla Pontificia, il Papa aveva deciso di far confluire tutti gli istituti di carità della città in un' unica organizzazione, assorbendo così l'immenso patrimonio immobiliare delle innumerevoli istituzioni caritative, in cambio del loro mantenimento.
Lo stesso documento stabiliva l'accentramento di tutte le attività assistenziali e di detenzione nel grande edificio di Ripa Grande, affidando all'architetto Carlo Fontana, impegnato alla ristrutturazione del porto, il compito di costruire un carcere minorile annesso al già esistente ospizio.


