L'esatta percezione di quello che fu il Porto di Ripetta, distrutto in occasione della costruzione dei nuovi argini, la si può ricavare solamente dall'impianto della piazza antistante Ponte Cavour. Il ‘700 portò un vento di rinnovamento difficile da ignorare persino per i pontefici, che si videro costretti ad adeguare Roma, seppure limitatamente, alla nuova situazione socio culturale dell'epoca.
In questo clima, la sistemazione del Porto rappresentò uno degli interventi più significativi reso necessario dal crescente traffico di legname, olio, sale e vino con le aree interne dello Stato Pontificio.
La realizzazione del progetto fu affidata ad Alessandro Specchi, artefice di una delle più gradevoli creazioni dell'inizio del secolo.
La nuova struttura, approdo per imbarcazioni mercantili e crocevia di interessi commerciali e culturali, diede avvio allo sviluppo urbanistico dell'area circostante. Il ricco e colto tessuto sociale del rinnovato quartiere trovò espressione nelle piazze, fontane e scalinate che andarono ad abbellirlo.