L'Ara Pacis di Roma viene costruita nell'area del Campo Marzio, nei pressi della via Flaminia, nei quattro anni che vanno dal 13 al 9 a.C. per celebrare le imprese di Augusto nelle provincie occidentali dell'Impero.
Lo stesso Augusto indica nell'opera "Res gestae divi Augusti" i rituali previsti e le finalità che avevano spinto il Senato ad erigere l'altare commemorativo che per gran parte dell'antichità,
a testimonianza diretta del rapporto fra monumento e personaggio, fu noto come "Ara Pacis Augustae":
"Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia ... compiute felicemente le imprese in quelle provincie,
il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l'ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale"
L'impianto dell'Ara Pacis è definito da un recinto marmoreo rettangolare riccamente decorato da bassorilievi con una larghezza approssimativa di 10 metri ed una lunghezza di appena un metro superiore.
L'altare centrale, dove si svolgevano i sacrifici rituali, si raggiunge da due aperture poste al centro dei lati più corti del recinto e risulta in posizione rialzata rispetto al perimetro della struttura.
Il maggiore interesse artistico dell'Ara Pacis è dato dai bassorilievi organizzati in fasce sovrapposte e pannelli che ricoprono interamente le superfici interne ed esterne del recinto ed in parte l'altare centrale.
Il fine celebrativo dell'opera è testimoniato direttamente dalla presenza dell'Imperatore Augusto e di Agrippa fra i personaggi rappresentati, ma anche, sul lato occidentale, sia dalle scene dedicate ad Enea, considerato il capostipite della gens Julia alla quale lo stesso Augusto apparteneva, sia da quelle che ricordano l'origine divina di Roma con la lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo sotto lo sguardo del padre, il dio Marte.
Completano le decorazioni dell'Ara Pacis fregi di carattere naturalistico, con bassorilievi di piante e piccoli animali e la "Tellus", la divinità che rappresenta la personificazione della pace e della prosperità che l'impero di Roma si apprestava a vivere grazie alle imprese di Augusto.
Secondo lo studio di alcuni documenti, si ritiene che l'orientamento originario dell'opera fosse stato scelto anche in relazione alla grande meridiana solare detta "Horologium" che sorgeva già nel Campo Marzio, e il cui gnomone, oggi posto presso la piazza di Montecitorio e noto come l'obelisco di Psammetico II, proiettava la propria ombra esattamente al centro dell'altare ogni 23 settembre, data di nascita dell'Imperatore Augusto.